brillava d’oro sotto la luce, calma e impalpabile, niente a che vedere con la tempesta che infuriava dentro quella casa.
Mi fermai in cima alle scale, guardando indietro attraverso la porta aperta. Lui non si era mosso, era ancora lì, in piedi, ancora intento a custodire l’illusione che il controllo fosse sinonimo di pace. La brezza mosse le tende bianche e, per un fugace istante, il tessuto si spostò quel tanto che bastava per incorniciare di nuovo la fotografia. La parte mancante del mio viso catturò la luce come una