ho distolto lo sguardo. Ho solo appoggiato la forchetta con cura, allineandola al coltello, con movimenti precisi e misurati, proprio come mi era stato insegnato che dovesse essere la disciplina.
Il silenzio che seguì non era mio, ma mi apparteneva comunque. Lo lasciai prolungare finché le risate non si trasformarono in disagio. L’aria si fece densa, così pesante che nessuno osava riempirla.
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Bevve un sorso di vino, soddisfatto.
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Incontrai il suo sguardo, calmo, fermo. Aspettava una reazione che non