lì, esattamente dove dovevano stare, nello spazio tra le scuse e il perdono.
Quando raggiunsi il cancello, la nebbia aveva iniziato a diradarsi. La luce del sole illuminò di nuovo il fiume, riflettendosi sulla sua superficie in frammenti troppo luminosi per essere guardati direttamente. Rimasi lì per un momento ad osservarlo scorrere e ripensai a ciò che mia madre aveva scritto.
Quel silenzio non è pace
Aveva ragione. Ci aveva corrotti dall’interno. Ma forse, stando qui ora, con il vento in faccia e il suono del fiume ancora