città che un tempo mi aveva voltato le spalle. Le porte si aprirono su una luce accecante. Mi fermai sui gradini, l’aria pesante di calore e salsedine, il fiume che scintillava oltre i tetti alle mie spalle.
La musica si gonfiò fino alla sua nota finale, trionfante e vuota.
Non mi sono voltato. Le campane continuavano a suonare.
Ognuna di esse è un monito: alcune vittorie sono silenziose, alcune umiliazioni sono temporanee e alcune ferite non sanguinano.
Brillano.
Cooper Hall risplendeva negli ultimi raggi di luce del giorno, le sue