mosso. La sua postura era rimasta eretta, la mascella serrata, lo sguardo fisso e inespressivo. Non alzò lo sguardo, nemmeno quando posai la lettera sul tavolo in modo che potesse vederla.
Mia madre sussurrò allora, così debolmente che quasi non la sentii: “Stai attenta là fuori”.
Non era un permesso. Era una resa.
Annuii, anche se lei non riusciva a incrociare il mio sguardo. L’aria era troppo rarefatta, troppo pesante da respirare. Aprii la porta, il cardine cigolò quasi a volermi avvertire, e l’aria notturna mi colpì il viso: umida,