sulla spalla.
Tempismo perfetto.
Mentre l’autostrada si apriva davanti a me, la città si diradava lasciando spazio alla costa. Il mondo si faceva più silenzioso, come sempre accade quando si guida verso qualcosa che non si è ancora del tutto perdonato. I cartelli stradali lampeggiavano: Providence, Richmond, Fayetteville, Savannah. Ognuno sembrava un conto alla rovescia. Tenevo una mano sul volante, l’altra tamburellava leggermente sulla gamba, con lo stesso ritmo che usavo per regolarizzare il respiro