di qualcuno per renderla tale.
Ero seduto all’estremità del lungo tavolo, dove la luce non arrivava del tutto. La biancheria era immacolata, l’argenteria scintillava e ogni sorriso lungo il tavolo era pervaso da una leggera vibrazione di finzione. Da dove ero seduto, potevo vedere mio padre a capotavola, con una postura rigida anche senza uniforme. La sua mano poggiava sul bicchiere di vino come se fosse parte di un’esercitazione.
Di fronte a me, una donna con indosso delle perle si sporse verso un’altra ospite, la voce un sussurro intriso di