di ribellione. Era una riflessione. Ma il silenzio si protrasse, e più durava, più diventava chiaro che il silenzio era l’unica lingua che parlavamo fluentemente.
Quando finalmente mi mossi, i miei passi echeggiarono troppo forte nello stretto corridoio. Passai davanti al soggiorno, davanti alle foto incorniciate di navi, medaglie e cerimonie, tutte disposte con cura sulla parete. Tra queste c’era una foto di famiglia, di quando mi era ancora permesso di stargli accanto. Il mio riflesso tremò contro il vetro mentre passavo.
Nella mia stanza, la lettera giaceva piegata nella