salotto indossando un abito che costava più dell’affitto mensile della maggior parte delle persone, con diamanti che le pendevano dalle orecchie e dal collo come se fosse caduta in una gioielleria e ne fosse uscita ricoperta di merce.
Il suo saluto fu una sola parola, pronunciata con il calore di un pesce congelato. “Ciao”. Non “ciao, piacere di conoscerti”. Non “ciao, Marcus ci ha parlato così tanto di te”. Solo “ciao”, con un leggero accenno di sorriso che lasciava intendere che avesse percepito un odore sgradevole.
Ho sorriso e ho