Alla cena nella tenuta del mio fidanzato, sua madre si è sporta e ha sussurrato: “Sembra la domestica”, e io ho sorriso nonostante il fastidio, perché Marcus ancora non sapeva chi fossi veramente, e avevo intenzione di mantenere il segreto fino alla sera in cui mi avrebbe infilato al dito un anello troppo vistoso e mi avrebbe spinta verso un microfono sotto luci scintillanti, proprio mentre un vecchio amico di famiglia continuava a fissarmi come se avesse riconosciuto il mio nome.

corpulento, del tipo che probabilmente era stato atletico in gioventù ma che poi si era arreso alle comodità della ricchezza. Mi strinse la mano con una stretta che voleva essere d’impatto, ma che sembrava solo stanca. I suoi occhi, però, erano astuti, e notai che mi osservava con qualcosa che poteva essere curiosità.

A quella cena c’era un altro ospite, qualcuno che non mi aspettavo: un signore anziano di nome Richard Hartley, presentato come un vecchio amico di famiglia e socio in affari. Aveva poco più di sessant’anni, capelli argentati