misura. A scuola era il ragazzo d’oro: atletico, amato, elogiato dagli insegnanti, apprezzato dai parenti.
Le persone mi chiedevano di fotografarle, non volevano che fossi io a comparire nella foto. Nella mente di Caleb, il mio posto era sempre fuori dall’inquadratura. Utilità. Silenzio. Invisibilità.
I ricordi mi travolgevano. Compleanni che organizzavo io mentre lui si prendeva tutto il merito. Festività in cui lavavo i piatti da sola mentre lui giocava in salotto. Litigi in cui i miei genitori mi dicevano: “Sai che tuo fratello non lo fa sul serio. Sei