preparavano cocktail con fluida precisione. Il coordinatore si muoveva lungo i bordi, controllando ogni dettaglio.
Il mio staff. La mia gente.
Ero io la ragione per cui i loro stipendi arrivavano puntuali. Ero io la ragione per cui ricevevano i bonus quando l’anno si chiudeva bene. Ero io la ragione per cui sostituivano la lavastoviglie che si era rotta durante il matrimonio tre mesi prima. Conoscevano il mio volto. Conoscevano il mio nome.
Le uniche persone in quell’edificio che non sapevano chi fossi veramente erano i miei familiari.
Cinque anni