mi guardò. Tra noi si creò un’intesa immediata, come una corrente elettrica. La sua espressione non cambiò quasi per niente, ma vidi la sua mascella contrarsi. Toccò il ricevitore una volta e iniziò a camminare avanti e indietro per la stanza come uno squalo che fende l’acqua.
Mi alzai dalla sedia traballante. Il vino sul vestito mi si era appiccicato alla pelle, denso e pesante. Non lo asciugai. Continuai a camminare.
La fotografa si raddrizzò vedendomi avvicinarmi, con un’espressione preoccupata negli occhi. Il DJ si tolse lentamente le cuffie. Spalancai