un infarto.
Era l’avvocata che ci stava “aiutando”: gentile, calma, professionale, ma che con discrezione guidava mio padre a firmare documenti che non comprendeva appieno.
Psicologia
Non avevo mai dimenticato il suo nome.
E non si era dimenticata neanche della mia.
Il suo sorriso vacillò nell’istante in cui si rese conto della situazione. Solo per un istante.
Ma è bastato.
Una risata mi sfuggì, acuta e incontrollabile. Cercai di reprimerla, ma continuava a uscire, sempre più forte e selvaggia, finché le conversazioni non si placarono e le teste si voltarono