Alla rimpatriata dei miei vecchi compagni di classe, la mia ex aguzzina mi ha spinto gli avanzi del cibo e si è presa gioco di me. Anni prima mi aveva umiliata davanti a tutti. Ora è ricca e se lo vanta, non mi riconosce nemmeno più. Le metto il mio biglietto da visita sul piatto: “Leggi il mio nome. Hai 30 secondi…”

quando si rese conto di ciò che aveva appena confessato davanti a metà della nostra classe di laureandi, a due giornalisti locali e a un ispettore statale per l’edilizia abitativa che se ne stava in piedi al bar in un abito blu scuro.

L’ho invitato a diventare il mio superiore.

Si fece avanti con calma, mostrando già il suo distintivo di servizio. “Signor e signora Vale, vorrei chiedervi di venire con me.”

Vanessa si ritrasse immediatamente. “No. No, questa è una rimpatriata. Questa è una festa.”

«Esatto», risposi.

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