Alla rimpatriata dei miei vecchi compagni di classe, la mia ex aguzzina mi ha spinto gli avanzi del cibo e si è presa gioco di me. Anni prima mi aveva umiliata davanti a tutti. Ora è ricca e se lo vanta, non mi riconosce nemmeno più. Le metto il mio biglietto da visita sul piatto: “Leggi il mio nome. Hai 30 secondi…”

Vanessa si sporse in avanti. “Fammi indovinare. Catering? Personale delle pulizie? Non c’è niente di male. Qualcuno dovrà pur farlo.”

Questa volta le risate vennero più facili, più forti, sollevate dal fatto di poter essere di nuovo crudeli.

Ho appoggiato con cura il piatto su un tavolo lì vicino.

Poi ho infilato la mano nella tasca interna del cappotto.

Vanessa sorrise. “Già di nuovo? Hai portato un buono regalo?”

Il mio biglietto da visita è caduto dritto tra i suoi avanzi di cibo unti.

Un semplice biglietto bianco. Scritta nera.