Dopo aver passato sei mesi a cucire a mano l’abito da sposa di mia figlia, entrai nella suite nuziale proprio mentre la sentivo dire, ridecchiando sommessamente: “Se ti chiede, digli che non ti sta bene. Sembra che venga da un negozio dell’usato”. Sentii qualcosa dentro di me sgretolarsi, ma feci un respiro profondo, alzai la testa e me ne andai con l’abito senza dire una parola. Più tardi, però, accadde qualcosa che non avrei mai potuto immaginare…

mani.

Per qualche secondo, la osservai. Rividi la bambina che un tempo aveva imparato a camminare aggrappandosi alle mie  gonne, l’adolescente impaziente che voleva sempre avere ragione, la donna che ora stava per iniziare una nuova vita.

Feci un respiro profondo. «Vuoi che ci provi?» chiesi infine.

Abbigliamento

Lei alzò la testa, sorpresa. «Riparare il vestito nuovo?»

Scossi leggermente la testa. «No. Parlo di quello che ho fatto io.»

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Gli occhi di mia figlia si spalancarono e vidi paura, dubbio… ma anche speranza. Andai verso la