giorno.”
Gli strinsi la mano a mia volta.
“Ora sei qui. Questo è ciò che conta.”
Graham mi ha mandato quattordici lettere dal carcere. Ho letto le prime due, poi mi sono fermata. In esse diceva di essere in terapia. Che gli dispiaceva. Che forse, un giorno, Ruby lo avrebbe perdonato. Quando, mesi dopo, ho chiesto a Ruby cosa provasse per lui, ha scrollato le spalle con un’espressione che sembrava più matura della sua età.
“Non penso più a lui, mamma.”
Quel semplice gesto di chiamarmi “mamma” mi riempiva ancora