si fece più roca. «Lo sono.»
Sophie rimase in silenzio per un istante.
“Mi donerai il tuo midollo osseo?”
“Se me lo permetti.”
“Farà male?”
“Per me? Un po’. Per te, no. Prima ti addormenteranno. Non sentirai niente e quando ti sveglierai comincerai a stare meglio.”
«Okay», disse Sophie. Poi, così piano che quasi non la sentii: «Grazie».
Julian le prese la piccola mano tra le sue.
“Prego, tesoro.”
Li lasciai lì a parlare a bassa voce e trovai la dottoressa Whitman ad aspettarmi nel corridoio. Aveva un’espressione seria.
“Julian