che dovevo essere presente all’udienza per l’apertura del testamento.
Non metto piede in questa casa da 18 anni.
Quando ero bambina, la mia matrigna, Suad, sedeva di fronte a me a tavola e sussurrava maliziosamente a mio padre: “È strano, Ismail. Questa ragazza non ti somiglia per niente, non ha ereditato nulla da te!” (Scritto da Mona El-Sayed) Lo diceva come se fossi invisibile, come se non esistessi. E mia sorella, Hala, rideva sarcasticamente e mi chiamava ragazza di strada, per la quale mio padre provava pietà.
Le pareti erano