mio padre.
Stava guardando Noè.
La stanza si inclinò.
Noè se ne stava tre gradini sopra di noi, aggrappato al corrimano così forte che le nocche gli erano diventate bianche.
“Perché la nonna mi ha appena chiamato così?”
Nessuno ha risposto.
Mi guardò e io vidi il momento in cui capì che sotto ogni segreto si celava un segreto.
«Elena», disse mio padre con voce roca, «avresti dovuto dirglielo».
«Cosa gli hai detto?» chiese Noè.
Anche Rachel stava fissando.
Non ho paura.
Non sono confuso.
Riconoscere.
Fece un piccolo passo