sue figlie avevano cinque anni.
Emma e Grace.
Gemelle nell’aspetto, diverse nello spirito. Emma era quella che chiedeva il perché di ogni cosa, persino delle nuvole. Grace osservava prima, parlava dopo, come se le parole fossero cose fragili.
Nessuno dei due si inventava cose del genere.
Non a mezzanotte.
Non con quella voce.
Ha richiamato. Una volta. Due volte. Tre volte.
Direttamente in segreteria telefonica.
Ethan si alzò in piedi in pochi secondi: camicia sbottonata a metà, mani impacciate, chiavi e portafoglio afferrati senza pensarci. Non si fermò alla reception.