era arrivata quattro mesi prima come la “soluzione perfetta”.
Trentatré anni. Modi tranquilli. Un sorriso impeccabile. Cena pronta. Letti rifatti. “Non preoccupatevi, ci penso io”, disse con disinvoltura.
Sfinito, Ethan aveva voluto crederle.
Ora, mentre il cartello del suo quartiere residenziale recintato appariva davanti a lui, quella calma gli sembrava fuori luogo, come un profumo che cerca di coprire il fumo.
Entrò in garage senza spegnere completamente il motore. La casa era buia, fatta eccezione per un sottile raggio di luce che filtrava attraverso le tende dello studio.
Il suo