non lasciare nessuna questione in sospeso.
Fernando ha passato le prime settimane a mandarmi messaggi a tutte le ore.
Alcuni erano arrabbiati.
Altri erano rimpianti ormai provati.
“Possiamo sistemarlo.”
“Non volevo perderti.”
“Tutto si è complicato.
” “Mateo non è colpevole.”
Almeno in quest’ultimo punto, aveva ragione.
Il bambino aveva torto.
Ecco perché ogni passo che facevo era pensato per colpire solo dove contava:
il suo orgoglio.
Le sue bugie.
Il portafoglio.
I miei avvocati hanno presentato la causa civile e preparato quella penale.
La verifica è stata precisa:
quarantotto transazioni