gabbiani stridevano sull’acqua. La luce era cambiata, più calda, più intensa. Mi alzai e iniziai a fare le valigie, lentamente e con attenzione. Pochi vestiti. La mia uniforme premuta nella sua custodia. La scatola dei biscotti ancora riposta nel cassetto inferiore del comodino, un’abitudine che non avevo mai abbandonato. Non era più un gesto sentimentale, solo un promemoria di quanto potesse costare il silenzio.
Mentre chiudevo la cerniera della borsa, un pensiero mi balenò nella mente come una scarica statica. Vent’anni di distanza e di gerarchia, eppure il peso delle