frizzante. Anche se dubito che servirebbe a qualcosa con questo materiale. Sembra poliestere.”
Il suo sguardo mi percorse con pigro disprezzo. Poi si voltò come se non esistessi più, aprendo le braccia per accettare il conforto sbalordito delle sue damigelle, come se fosse lei la vittima.
Rimasi lì, solo, imbrattato di vino, in silenzio al centro della stanza.
La sala da ballo di Obsidian Point era stata costruita per stupire. Soffitti altissimi, lampadari di cristallo che emanavano una luce dorata. Ampie finestre si affacciavano sull’oceano, tinto di rosa dal tramonto.