sentinelle. Si era già avvicinata al divano con passo soddisfatto e disinvolto, come se stesse ispezionando una suite d’albergo.
“Perché non mi hai chiamato?” Chiesi, cercando ancora di mantenere la voce calma. “Sono le otto del mattino.”
Si è lasciata cadere sul mio abbigliamento grigio con un sospiro drammatico, come se avesse affrontato qualche prova per arrivare fin qui. Allungò le gambe, lasciando che i tacchi sbattessero contro il mio tavolino. Il mio tavolino da caffè. Quello che avevo rifinito io stesso, carteggiandolo a tarda notte nella mia minuscola cucina,