Si sta riposando.”
“Presto.”
Ma quel “presto” non arrivò mai.
Il dolore al fianco mi era diventato familiare: un sordo pulsare che si acuiva quando mi muovevo troppo velocemente o cercavo di alzarmi. Già la seconda mattina riuscii a stare in piedi con l’aiuto di un fisioterapista che portava con sé un blocco appunti e parlava con tono fermo ma incoraggiante.
«Proviamo con tre passi oggi, signor Morrison», disse lei.
L’ho fatto. Ogni passo era come camminare su vetri rotti. Non mi importava del dolore. Mi importava solo di vedere