I miei genitori mi hanno deriso chiamandomi “parassita” davanti a 50 invitati al loro anniversario.

suoi occhi si spostarono dalle mie scarpe al mio viso.

“Fammi indovinare. Sei venuto a chiedere aiuto.”

Incontrai il suo sguardo con calma.

“Sono venuto perché ho ricevuto un invito.”

“Certo che l’hai fatto.”

Si avvicinò di un passo.

“Ecco un piccolo consiglio. Non metterti in imbarazzo. A nessuno qui importa di te.”

Ho accennato un sorriso.

“Allora dubito che a qualcuno dispiacerà se resto.”

Ethan non era cambiato molto. Trentadue anni e ancora alla deriva nella vita grazie al denaro del padre, quel poco che ne restava.

Avevo fatto