di cui parlare”, sibilò Amber, il suo viso perfettamente truccato contratto da una rabbia che mi sembrò sproporzionata rispetto al mio semplice suggerimento di spostare la sua fragile nonna a un tavolo più lontano dalla band.
“Fai sempre così”, continuò. “Cerchi di controllare tutto. Mi metti in imbarazzo davanti a tutti.”
“Stavo solo pensando agli apparecchi acustici della nonna Helen”, iniziai. «Basta. Basta.»
La voce di Amber si alzò, attirando l’attenzione di tutti gli invitati riuniti per la cena di prova. «Questo è il mio matrimonio. Il mio. Non il