La notte delle nozze, mi sono infilata sotto il letto, con il velo ancora tra i capelli, ridacchiando: un’ultima stupida battuta prima di diventare moglie. La porta si aprì cigolando. Sentii la voce di mio marito, calda… e poi la voce di mia suocera mi trafisse come il ghiaccio. “Gliel’hai già dato?” sibilò.

chiamarlo. Daniel sbatté la valigetta.

«Mettilo via», chiese la madre.

“Nella cassaforte?”

“No. Nella sua valigia. Se qualcosa va storto, diremo che l’ha pianificato lei.”

Stavano diventando imprudenti, inebriati dalla vittoria. L’arroganza rende le persone rumorose. L’avidità le rende sciatte.

Quando se ne andarono, io aspettai

Trenta secondi.

Poi mi sono seduto.

Le mie mani tremavano, ma la mia mente era gelida.

Ho preso la fiala dal mazzo, l’ho sigillata e l’ho infilata nella borsa di emergenza cucita sotto il vestito. Poi ho allungato la mano per prendere il telefono.