La notte delle nozze, mi sono infilata sotto il letto, con il velo ancora tra i capelli, ridacchiando: un’ultima stupida battuta prima di diventare moglie. La porta si aprì cigolando. Sentii la voce di mio marito, calda… e poi la voce di mia suocera mi trafisse come il ghiaccio. “Gliel’hai già dato?” sibilò.

Sullo schermo è apparso un messaggio del mio avvocato.

Abbiamo tutto. Polizia in stato di allerta. Direzione avvisata. Il tuo numero di telefono.

Ho osservato le firme falsificate. I documenti nascosti nella mia valigia. L’anello nuziale al mio dito.

Daniele pensava di aver sposato la fortuna.

Ha sposato una trappola.

Ho risposto con il pollice.

Aspetta fino a colazione. Voglio dei testimoni.

Il mattino giunse dorato e crudele.

Entrai nella sala da pranzo, ancora con l’abito da sposa, senza velo, i capelli raccolti, il viso pallido come piaceva a loro.