La notte delle nozze, mi sono infilata sotto il letto, con il velo ancora tra i capelli, ridacchiando: un’ultima stupida battuta prima di diventare moglie. La porta si aprì cigolando. Sentii la voce di mio marito, calda… e poi la voce di mia suocera mi trafisse come il ghiaccio. “Gliel’hai già dato?” sibilò.

non era mai sceso giù per la mia gola.

Non sapeva che il vecchio consulente per la sicurezza di mio padre aveva installato telecamere in ogni appartamento privato della tenuta.

E di certo non sapeva che la “sposa indifesa” sotto il letto era l’azionista di maggioranza di cui aveva bisogno viva, cosciente e consenziente.

Il velo si strinse tra i miei capelli.

Daniel mi ha detto, guardandomi da sopra: “Era così facile”.

Ho sorriso nell’oscurità.

No tesoro.

Sono stato paziente.

Ho lasciato che il mio corpo si rilassasse completamente prima