La notte delle nozze, mi sono infilata sotto il letto, con il velo ancora tra i capelli, ridacchiando: un’ultima stupida battuta prima di diventare moglie. La porta si aprì cigolando. Sentii la voce di mio marito, calda… e poi la voce di mia suocera mi trafisse come il ghiaccio. “Gliel’hai già dato?” sibilò.

forze. Mi diede due schiaffi in faccia.

“Clara? Tesoro?”

Non mi sono mosso dal mio posto.

Sua madre sorrise. “Perfetto.”

Posarono i documenti sul comodino. Daniel mi fece scivolare una penna tra le dita.

«Solo poche firme», sussurrò ridendo. «Poi potrai dormire per sempre in qualsiasi piccolo appartamento ti puoi permettere.»

La rabbia mi ardeva dentro, ma la mia mano rimase immobile.

La penna trascinò inutilmente sulla carta. Nessuna firma. Solo un graffio disordinato.

Daniele giurò.

Sua madre sbatté il pugno sul tavolo. “Tienile forte la mano.”

“È troppo floscia.”