tremante.
«Non osate pronunciare il mio nome», rispose lei. La sua voce era così metallica e priva di emozioni da spaventare i due traditori. «Da quando?»
Renata si coprì il viso con entrambe le mani e scoppiò in un pianto disperato.
“Perdonami, Vale! Io… non volevo che succedesse… Lo giuro…”
Valeria emise una risata amara che risuonò nel corridoio come una frustata.
“Non volevi, ma l’hai fatto. A venti metri dalla mia stanza. La notte delle mie nozze. Cinque ore dopo che mi ero sistemata il velo davanti all’altare.”
Sebastian,