Quando mio figlio Daniel è morto a soli trentadue anni, il mio mondo è letteralmente crollato. Non ci sono parole per descrivere il vuoto assoluto che si prova quando si perde un figlio. Era un soleggiato martedì mattina quando ho ricevuto la telefonata, una mattinata che contrastava nettamente con l’oscurità che avrebbe avvolto la mia vita da quel momento in poi.
Tre mesi dopo, mi svegliavo ancora ogni mattina aspettandomi di sentire la sua voce allegra e squillante echeggiare nel corridoio. Aspettavo il suono delle sue chiavi nella serratura, i