dal mio appartamento a Puerto Vallarta, con una tazza di caffè in mano e una calma che non riconoscevo nemmeno io. Poi ho sentito mio padre dire:
—Mariana non oserebbe mai denunciarci. È troppo perbene per farlo.
Fu lì che iniziò la sua rovina.
Tutto era cominciato la sera prima, al matrimonio di mia sorella Sofia, in un’elegante sala da ballo a Polanco. Indossavo un abito blu scuro e un sorriso così immobile da sembrare scolpito. Quasi 150 invitati applaudirono quando mio padre prese il microfono, alzò il bicchiere e