ospiti posavano in fretta bicchieri e piatti, mentre altri si riparavano gli occhi dalla polvere.
Poi la voce parlò.
Stupido… stupido… stupido… stupido… stupido!
Era un suono profondo e ritmico, che faceva tremare l’aria prima ancora che la terra toccasse terra. Tutti alzarono lo sguardo, alcuni rimasero a fissare il vuoto, altri si coprirono la fronte per proteggere gli occhi dal vento.
Apparve un grande elicottero reale bianco, con un luccicante emblema dorato sul fianco che brillava nella penombra. Scendendo lentamente e con passo costante verso il centro del giardino,