bip. Un altro rifiuto.
Mia madre ha tirato fuori una seconda carta, poi una terza. Sono state tutte rifiutate.
Il silenzio che seguì fu più forte dello schiaffo.
E poi, finalmente, ho capito cosa provavo da mesi: qualcosa che non aveva mai avuto un senso compiuto. Le scuse di mio padre. Le telefonate di mia madre. La fretta di prenotare tutto. L’improvviso affetto di Daniela prima del viaggio. Non mi volevano come parte della famiglia. Mi volevano come una banca.
«Valeria», disse mia madre abbassando la voce. «Paga subito. Quando