diretta subito all’aeroporto per prendere il volo di famiglia per Parigi. Secondo mia madre, era “il viaggio che ci serviva per rinsaldare i legami familiari”. Secondo mia sorella minore, Daniela, era “il viaggio dei suoi sogni”: aveva appena conseguito un master che tutti elogiavano, anche se io avevo pagato metà della sua retta senza che nessuno lo dicesse.
Nella mia famiglia, Daniela era sempre stata la più fragile. Quella che non poteva soffrire. Quella che meritava fiori, vestiti, viaggi, opportunità. Io ero l’altra: la forte, la seria, quella che sapeva