Settanta. La zona dava l’impressione di essere stata dimenticata dal tempo, tranquilla e isolata.
Individuò la porta numero 122, inserì la chiave di ottone e sollevò la saracinesca. Un profumo di carta vecchia e cedro si diffuse nell’aria, testimonianza dei decenni trascorsi a sigillarla, impedendole di entrare aria fresca e luce.
Al centro del pavimento di cemento si ergeva una grande cassa di legno ricoperta da strati di polvere e ragnatele. Era evidente che nessuno aveva messo piede in quel luogo da molti anni.
Rosa pulì
il coperchio della bara