Parte 1**
La minaccia di mio padre mi colpì come un pugno, ancor prima che muovesse la mano. Eravamo al banco del check-in dell’aeroporto internazionale di Città del Messico, circondati da famiglie con valigie, bambini stanchi e persone che facevano finta di non guardare, anche se in realtà stavano tutti ascoltando.

Mi chiamo Valeria Castañeda. Ho 32 anni e per tre notti di fila avevo dormito meno di quattro ore a notte. Avevo appena terminato un importante progetto a Querétaro, guidato tutta la notte fino in città e mi ero