Al mio matrimonio, il nonno mi ha dato un vecchio libretto di risparmio. Papà ha sorriso beffardo e l’ha lasciato cadere nel secchiello del ghiaccio.

Quel dettaglio contava più di quanto avrebbe dovuto. Nel mondo di mio padre, ero sempre dietro a qualcuno. Sempre in scia. Sempre a seguire.

Qui si muovevano come se io fossi la ragione per cui quel corridoio esistesse.

Mi condussero in una sala di proiezione privata che odorava di carta vecchia, polvere e un leggero sentore di metallo, come la storia intrappolata nel silenzio dell’aria condizionata. Una poltrona di pelle era posizionata accanto al tavolo. Il regista mise lì vicino una piccola scatola di fazzoletti, come si fa quando si