finale dell’anno.
Risate. Applausi. Alcuni telefoni sollevati per riprendere la scena.
Mio padre sorrise al centro dell’attenzione come se l’umiliazione fosse un omaggio che aveva generosamente distribuito.
Per un istante, ho sentito il mio corpo fare quello che ha sempre fatto in sua presenza: rimpicciolirsi, scomparire, fare spazio. Il vecchio riflesso. La figlia tranquilla. Quella che non crea problemi. Quella che mantiene la pace affinché tutti possano fingere che la pace esista.
Poi vidi la calligrafia di mio nonno sulla copertina interna, sfocata sotto la patina di champagne, e qualcosa