al mio braccio.
Anch’io avevo quella voglia.
Mio padre lo vide e si precipitò verso la cartella. Ethan gliela strappò di mano. La sedia dietro a mio padre strisciò rumorosamente sul pavimento.
“Non ne avevi il diritto!” urlò mio padre.
“No”, rispose Ethan, alzandosi. “Non ne avevi il diritto.”
Mia madre iniziò a piangere, ma non era quel suono. Non tristezza. Panico.
Riuscivo a malapena a sentire la mia stessa voce. “Ethan… che succede?”
La sua espressione si addolcì mentre mi guardava, e in qualche modo questo mi spaventò più