e un soffitto rustico con travi in legno. Valeria, con il cuore che le batteva forte, chiuse la pesante porta di mogano. Si avvicinò al suo neo-marito, sperando in un abbraccio, una parola d’amore o almeno un tenero bacio.
Ma Sebastian si limitò a posare il suo costoso orologio sul comodino, si allentò la cravatta con fastidio e sospirò profondamente.
«Sono esausto», disse, voltandole le spalle.
Valeria pensò che fosse uno scherzo. Abbozzò un sorriso nervoso, ma lui non la degnò di uno sguardo. Sebastián si tolse le scarpe, prese