Bevemmo il tè dalle tazze di porcellana che Daniel le aveva regalato per il suo compleanno, ma nessuno di noi ne bevve un sorso.
Sedeva rigida di fronte a me, con le mani ordinate in grembo e lo sguardo fisso sul vapore che saliva dal tè. Dopo un lungo e imbarazzante silenzio, si schiarì la gola e chiese l’eredità lasciata da Daniel: novantamila dollari.
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Lo shock mi fece stringere il petto all’istante. Mi sembrò che tutta l’aria venisse risucchiata dalla stanza. Non ero assolutamente