pronta a rinunciare all’ultimo legame tangibile, di natura finanziaria, che mi univa a mio figlio e a consegnarlo a una donna che, nella mia visione annebbiata, lo stava dimenticando.
«Non ti sei guadagnata un centesimo», ho sbottato. La mia voce tremava per la rabbia repressa che mi portavo dentro da mesi. Le parole sgorgavano da un profondo dolore, non da pace. Volevo ferirla, proprio come il destino aveva ferito me.
Ma con mia grande sorpresa, Lily non reagì con rabbia. Non urlò a sua volta. Non si alzò per andarsene.