La telefonata che mi ha cambiato la vita per sempre: non crederete mai a quello che è successo!

riflesso di una mente indaffarata. La stanza odorava di caffè stantio e vecchi libri. Innumerevoli schizzi giacevano sparsi tra le tazze mezze vuote sul tavolo. Riconobbi la natura del suo lavoro: disegni meticolosi di spazi architettonici bui e abbandonati che trasformava su carta, passo dopo passo, in ambienti mozzafiato e lussuosi. Era come se, nei suoi disegni, cercasse disperatamente di riparare ciò che sentiva danneggiato nel profondo. Mio figlio sedeva nell’angolo vicino alla finestra, con la schiena mezza girata verso la porta, circondato da alte pile di libri e appunti