Una notte si avvicinò e mi sussurrò dolcemente: “Sii forte. Tornerai a sorridere”. Quelle parole divennero il mio punto di riferimento ogni volta che il dolore e la paura diventavano insopportabili.
La sua presenza divenne l’unica costante su cui potevo contare. Quando il dolore si intensificava o il silenzio diventava troppo profondo, mi ritrovavo ad aspettare il lieve scricchiolio di una sedia e la quieta consolazione che lei portava.
Non ha mai interferito con le macchine o con le infermiere: è rimasta lì, e in un luogo dove mi sentivo